Mostre

In corso

16 febbraio-19 maggio 2019 50621352_288927508489067_1273291583734677504_o

BERGOMVM. Un colle che divenne città

Viaggio nella Bergamo romana. 40 anni di scavi in un archeoracconto.
Bergomum è la prima, grande mostra che ricompone in un racconto complessivo le tracce di una storia millenaria che l’archeologia ha riportato in luce sotto la pelle della città. Il visitatore, come un antico romano, percorre il tragitto che conduce nel cuore di Bergomum, con i suoi suoni e i suoi abitanti, il foro monumentale, l’anfiteatro per i giochi gladiatori, il teatro, le botteghe, le terme pubbliche e le ricche domus. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo e dalla Soprintendenza Archeologia di Bergamo e Brescia,e curata da Stefania Casini e Maria Fortunati, Bergomum è una mostra diffusa che dal Palazzo della Ragione prosegue nelle aree archeologiche urbane.

Bergamo – Città Alta > Palazzo della Ragione

INGRESSO GRATUITO

è possibile organizzare visite guidate per gruppi di adulti o scuole contattando l’indirizzo mail archeodidatticabergamo@gmail.com (costo € 50).

Orari della mostra: 
martedì – venerdì 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00
sabato, domenica e festivi 10.30 – 18.30
Chiuso lunedì
Per tutte le informazioni e gli eventi in programma consultare la pagina Facebook BERGOMUM

Effettuate

20-22 maggio 2005

C’erano tante nanne fa i nonni primitivi…

Locandina della mostra.Progetto sperimentale a cura di: Scuola Materna “Tito Legrenzi” di Redona, Centro didattico-culturale del Museo Archeologico, Associazione Amici del Museo Archeologico-Miniclub Archeocadabra.
Ecco il Museo Archeologico, ecco questa Mostra: la concretizzazione delle scoperte e delle conoscenze affascinanti realizzate da piccoli grandi artisti; bambini e bambine di quattro, cinque, sei anni che si affacciano alla vita, che pongono le basi del loro futuro cominciando a far proprio il prezioso passato che appartiene a ciascuno di noi.

Locandina

Egitto. frammenti di un’antica civiltà

Antica statuetta egizia.La Mostra espone la piccola collezione egizia del Museo Archeologico, di cui il reperto più cospicuo è una mummia con il suo sarcofago, dono di Giovanni Venanzi, Console d’Italia ad Alessandria d’Egitto alla fine del 1800. L’esposizione si compone di una sezione, “Verso la luce del giorno… Rituali funerari in Egitto al tempo dei faraoni” dedicata ai rituali funerari nell’antico Egitto e la sezione “Una collezione di fotografie del XIX secolo”, dedicata alle riprese fotografiche realizzate in Egitto ad opera di fotografi più o meno famosi.

Sebbene la collezione bergamasca non sia neppure lontanamente paragonabile alle raccolte di altre città italiane, come Milano, Bologna, Mantova, ne condivide tuttavia il prevalente carattere funerario dei reperti. D’altra parte la connotazione funeraria che ha assunto la civiltà egiziana è strettamente connessa al modo con cui è stata condotta la ricerca archeologica, fin dalle sue origini; essa si è rivolta principalmente allo scavo delle tombe e al recupero dei corredi funerari, piuttosto che all’indagine degli insediamenti, costruiti con materiali deperibili e sepolti dalle coltri di limo, depositate dalle millenarie inondazioni del Nilo.